Monday 06 February 2012
 
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I luoghi francescani
- Premessa
- Assisi - S.M.degli Angeli - Rivotorto
- Cannara - Bevagna - Spello - Foligno
- Montefalco - Trevi
- Monteluco di Spoleto - Narni - Greggio
- Isola Maggiore

Itinerario per bambini n.1
- Città della Domenica
- Lago Trasimeno

Itinerario per bambini n.2
- Cascata delle Marmore
- Fonti del Clitunno

Itinerario per bambini n.3
-
Geolab Sangemini
- Foresta Fossile di Dunarobba

Itinerario del buongustaio
- l'Olio
- Il Vino
- Il Prosciutti - i formaggi - il tartufo
- La torta al testo
- La pasta
- Le carni ed il pesce
- La porchetta
- I vegetali
- I dolci

 

 

 

 

 

Premessa

I Luoghi Francescani

Molti furono gli uomini e le donne di fede che nacquero e vissero in Umbria: San Valentino (III sec.), S. Benedetto e S. Scolastica da Norcia (VI sec.), S. Ubaldo (1084-1160), S. Chiara di Assisi (1193-1253), la Beata Angela da Foligno (1248-1309), S. Chiara da Montefalco (1256-1308), S. Rita da Cascia (1381-1456) ed altri ancora (Beato Egidio, Santa Margherita da Cortona, Beata Giovanna da Orvieto, Beata Margherita da Città di Castello, Beato Angelo). Il piu' noto e venerato è sicuramente S. Francesco di Assisi
(1181-1226).
Percorriamo insieme i luoghi che Francesco percorse durante la sua vita alla ricerca delle sue tracce ed alla scoperta delle opere che sono state realizzate a consacrazione della sua santità, senza la pretesa né di essere esaurienti né di essere precisi. C'è sicuramente tanta letteratura cui potete accedere se volete approfondire questo argomento.
Da parte nostra questo esposto che Vi presentiamo vuole essere il segno della nostra fede e del legame alla nostra terra. Perdonateci se riscontrate delle inesattezze e dell'approssimazione!...

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Assisi

Assisi è la terra dove Francesco nacque da famiglia ricca , la terra dove avvenne la conversione nella Chiesa di San Damiano quando il Crocifisso (oggi conservato nella Basilica di Santa Chiara in Assisi) gli disse: -"Va' e ripara la mia chiesa!", trasmettendogli così la missione di risanare i costumi corrotti della chiesa del tempo, la terra dove, dopo aver rinunciato a tutti i suoi averi per servire Dio in totale povertà , inizio' a predicare il Vangelo godendo ed insegnando la "perfetta letizia" nel dolore e nella rinuncia, la città dove compose il "Cantico delle Creature" mentre dall'alto del giardino di San Damiano si estasiava ad ammirare il paesaggio della valle.
E' la terra che ha celebrato la sua gloria e la sua grandezza con la costruzione della Basilica a lui dedicata appena due anni dopo la sua morte avvenuta il 3 ottobre 1226 con le opere dei piu' grandi pittori del tempo (Cimabue, Giotto, Pietro Lorenzetti, Simone Martini, Giovanni Di Bonino, Puccio Capanna, Cavallini, Torriti).
Giotto affrescò le pareti della Basilica Superiore con le ""Storie di San Francesco", 28 episodi della vita del Santo dipinti con un linguaggio pittorico innovativo, fedele alla realtà. Ogni pietra racconta la storia di Francesco: la Chiesa di Santa Chiara del XIII secolo include l'antica chiesa di San Giorgio luogo della prima educazione e della prima sepoltura di S. Francesco (ora è sepolto nella cripta dela Basilica inferiore) e custodisce il corpo della santa,l'Oratorio di S. Francesco piccolino è, secondo la tradizione, la casa natale di Francesco, la Chiesa Nuova è la bottega del padre di Francesco, Pietro Di Bernardone, la Chiesa di Santa Maria Maggiore del Vescovado è il luogo dove Francesco rinunziò ai beni terreni.
L'Eremo delle Carceri è il luogo solitario tra boschi di querce e lecci ad una altitudine di 800 mt., a 5 km da Assisi salendo sul Monte Subasio dove Francesco si ritirava a pregare e dove ancora oggi si potrà udire il chiassoso canto degli uccelli come quando si radunavano intorno a lui a prendere la benedizione.

Rivotorto - Il Santuario

Località nella piana di Assisi, custodisce il tugurio di San Francesco, una capanna dove Francesco ed i suoi frati piu' volte sostarono durante i loro spostamenti e poi si trattennero per un paio d'anni. A Rivotorto la piccola comunità di frati viveva tra stenti ed indigenze "contenti di qualche rapa che andavano a mendicare per la pianura di Assisi" (Tommaso da Celano, Vita prima-Dimora a Rivotorto e osservanza della povertà).

 

Santa Maria degli Angeli - la Basilica

Imponente costruzione iniziata nel 1569 per volere di Papa Pio V nel luogo, detto Porziuncola (piccola porzione di terreno) donato a Francesco dai monaci benedettini della vicina abbazia del Subasio, dove S. Francesco istituì il primo Convento dell'Ordine Francescano, dove venne consacrata Santa Chiara nela Domenica delle Palme del 1211, dove Papa Onorio III concesse l'indulgenza plenaria (remissione definitiva dei peccati) nel 1216, dove Francesco spirò povertà il 3 ottobre 1226 (Cappella del Transito).
Secondo la tradizione, la Porziuncola è il luogo del miracolo delle rose. Francesco, mentre stava pregando nell'orto dietro la Cappella della Porziuncola, venne assalito da una violenta tentazione che lo invitava ad abbandonare la penitenza ed a godersi la sua giovinezza. Per vincere la tentazione, si spogliò della tonaca e si getto in mezzo al roveto il quale si trasformò in un meraviglioso roseto, privo di spine.

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Cannara

Si racconta che Francesco con i suoi compagni , mentre attraversava campagne e villaggi annunciando il Vangelo, si fermò a Cannara a predicare. Le genti rimasero toccate dalla parole del frate che "gli volsono andare dietro", ovvero desiderarono comportarsi come lui nella fedeltà al Vangelo e seguirlo. Allora Francesco disse loro di non abbandonare "Cannaio ", l'attuale Cannara ed istituì "Il Terzo Ordine" per "universale salute di tutti"(I Fioretti - Cap. XVI). La tradizione colloca nella Chiesa della Buona Morte l'istituzione del Terzo Ordine Secolare nel 1221 e l'imposizione dell'abito della penitenza al Beato Lucio Modestini. Francesco aveva istituito e fatto approvare dalla Chiesa il Primo Ordine costituito dai Frati nel 1208, il Secondo Ordine costituito dalle monache di S. Chiara (Clarisse) nel 1212 ed ora istituisce il Terzo Ordine costituito da uomini e donne che si ispirano a lui ma rimangono nel mondo, continuano le proprie attività e non entrano in convento. Nella "Leggenda dei tre compagni " si legge: "Anche gli uomini ammogliati e le donne maritate, non potendo svincolarsi dai legami matrimoniali, dietro suggerimento dei frati, praticavano una piu' stretta penitenza nelle loro case".
Di fronte alla chiesa della Buona Morte, presso casa Majolica-Landrini, dove un tempo sorgeva l'ospedale servito dai frati Minori, c'è una celletta (tugurio) in cui dimorò piu' volte Francesco.
Successivamente sulla strada che conduce a Bevagna, in località Piandarca, San Francesco predicò agli uccelli. Nel famoso episodio raccontato da Tommaso da Celano nella "Vita prima di San Francesco" e descritto ne' "I Fioretti", San Francesco pieno d'amore anche per le creature irrazionali si rivolge agli uccelli con le seguenti parole:-" Fratelli miei uccelli, dovete lodare molto e sempre il vostro Creatore, perchè vi diede piume per vestirvi, ali per volare e tutto quanto vi è necessario. Dio vi fece nobili tra le altre creature e vi concesse di spaziare nell'aria limpida: voi non seminate e non mietete, eppure Egli vi soccorre e guida, dispensandovi da ogni preoccupazione".
Nel 1926, in occasione del VII centenario della morte del Santo, venne eretta un'edicola in località Piandarca. Sembra però che la predica non sia avvenuta proprio nel luogo dove è sorta l'edicola, bensì in aperta campagna, a 500 mt. circa ad est dell'edicola. Il posto è segnato da un cippo. Il pittore Castore Vignaroli ha dipinto l'effigie di San Francesco e lo scultore Bruno Bini ha modellato gli uccelli in volo.

Bevagna

Si narra che la pietra sulla quale San Francesco poggiò i piedi durante la predica agli uccelli a Piandarca sia conservata nella Chiesa di San Francesco.
La Chiesa è situata nel punto piu' alto della città e risale al 1275. La facciata incompiuta con un elegante portale polistilo è quella originale, mentre l'interno ristrutturato in forme barocche conserva un affresco del 1594 di Ascensidonio Spacca, detto Il Fantino di Bevagna e "Crocifisso con angeli " e "San Francesco" di Dono Doni. Pregevole anche la cupola con terrecotte invetriate di Santi Buglioni.

Spello

Il Convento di Vallegloria,situato a mezza costa del monte Subasio in direzione di Collepino, fu meta di apostolato da parte di Francesco e Chiara che si recarono in quel luogo, passando da Armenzano, per avvicinare le monache precedentemente di fede benedettina, all'osservanza della regola francescana. Pare che il primitivo insediamento eremitico fosse nato per iniziativa di Balvina, nipote e compagna di Chiara. Le monache restarono al monastero fino al 1320 anno in cui si trasferirono nel nuovo monastero piu' vicino a Spello. Nella chiesa all'interno di questo monastero di Clarisse che non è visitabile poichè vige il voto di clausura, si conservano opere di grande pregio. Tra tutte, citiamo quelle connesse a San Francesco: un affresco attribuito a Francesco Providoni "San Francesco e Santa Chiara" del XVII sec. una statua ligna policroma "Santa Chiara" del XIX sec. , una tela ad olio attribuita a Cesare Sermei "Stimmate di San Francesco " del 1627, alcuni dipinti di Marcantonio Grecchi del XVII sec..

Foligno

A Foligno nel 1205 Francesco compì il primo atto di povertà vendendo le proprie preziose stoffe ed il suo cavallo per ottenere i soldi necessari al restauro di San Damiano.
La devozione dei folignati a San Francesco è testimoniata dalla Cappella di San Matteo, oggi al centro del complesso conventuale di San Francesco, dove nel 1224 frate Elia ebbe la visione di un sacerdote vestito di bianco che gli predisse da lì a due anni la morte di Francesco. La Beata Angela ed il Beato Paoluccio Trinci seguirono gli insegnamenti spiriturali di San Francesco. Alla famiglia di Paoluccio Trinci è intitolato il bellissimo Palazzo Trinci in Piazza della Repubblica, che custodisce superbi affreschi recentemente attribuiti alla bottega di Gentile da Fabriano. Nella Chiesa di San Francesco a Foligno, dove sono sepolte la Beata Angela e la Beata Angelina,terziarie francescane, Francesco compose la Lode alla morte. La Beata Angelina fondò Il Monastero di S. Anna .

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Montefalco

Il legame di Montefalco a San Francesco è da ricondurre, oltre che alle varie chiese-convento che testimoniano gli insediamenti francescani, principalmente al grande capolavoro custodito nel Museo della Ex Chiesa di San Francesco eretta tra il 1335 ed il 1338 dai frati Minori: gli affreschi dell'abside di Benozzo Gozzoli realizzati nel 1452 e narranti la Storia della vita di San Francesco (scene della vita, glorificazione, primi compagni, grandi francescani tra cui Petrarca, Dante Giotto) Si tratta del ciclo piu' celebre della vita di San Francesco dopo quello di Giotto ad Assisi. Si ispira ai due noti testi francescani : La Leggenda Maggiore di Bonaventura da Bagnoregio e La leggenda dei tre compagni.

Trevi

Si racconta che a Trevi Francesco giunse nel 1213 e nella piazza principale rabbonì un "asino indomito" che disturbava la sua predica. Nel 1350 i trevani in segno di devozione eressero Chiesa di San Francesco..
L'adiacente ex-convento ospita un complesso museale che comprende La Raccolta d'Arte di San Francesco (Pinacoteca dove sono conservate opere del Corraduccio, dell'Orbetto e dello Spagna, Museo della Città, Raccolta archeologica e collezione lapidea).
Tutto il territorio trevano fu oggetto di frequenti frequentazioni da parte di Francesco.Il biografo di San Francesco Tommaso da Celano nella "Vita seconda" racconta che Francesco nella chiesa di Bovara, una frazione a sud di Trevi, dove si era fermato a passare la notte fu assalito da violente tentazioni .."sentiva che il diavolo dirigeva contro di lui i suoi assalti..". Ma con la preghiera presto le suggestioni diaboliche si dileguarono . Frate Pacifico che lo accompagnava ebbe contemporaneamente la visione del Paradiso dove il trono occupato da Lucifero era riservato a Francesco. Questo episodio fu raffigurato da Giotto nella Basilica di Assisi ("La visione dei seggi celesti") e da numerosi altri pittori.
Nella pianura in località Pietrarossa, sorge la Chiesa di S. Maria (sec. XIII) che era sede di un lebbrosario dove San Francesco sovente si fermava a portare conforto ed assistenza ai malati.

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Monteluco di Spoleto

In un fitto bosco di lecci , da sempre rifugio di eremiti, sorgono la Chiesa ed il Convento di San Francesco. Il primo nucleo del complesso costituito da sette piccole e povere celle ebbe origine nel 1218 ad opera di Francesco medesimo. Nei secoli successivi è stato ampliato e rinnovato e conserva tuttora visibile l'Oratorio del Santo con la pietra che gli fu giaciglio, le primitive cellette, e , nella piccola chiesa, opere d'arte e memorie francescane di grande importanza. Nel chiostro del convento è visibile il pozzo la cui acqua sarebbe stata fatta sgorgare dalla roccia dal Santo.

Narni - Lo Speco - L'eremo Di Sant'urbano

Come l'Eremo delle Carceri, è un luogo solitario, lontano dalle vie di transito, immerso nei boschi del Monte Bandita, tra Terni e Narni.
Quando Francesco vi si ritirarava, nel luogo c'erano varie grotte (specus=grotta) ed un piccolo oratorio, l'oratorio di San Silvestro costruito dai monaci benedettini intorno all'anno 1000. Ciò che vediamo ora fu costruito in gran parte agli inizi del 1400 da Fra' Bernardino da Siena che volle custodire questo luogo santo. Nel luogo si rifugiò a pregare anche S. Antonio da Padova .
Si racconta che Francesco malato si trovava al convento, chiese del vino ma non ce n'era. Un frate gli portò dell'acqua attinta da un pozzo dove veniva raccolta l'acqua piovana. Francesco la benedisse e la trasformò in vino. Leggiamo dalla "Leggenda maggiore" di San Bonaventura da Bagnoregio il cap. V, 10 "Un'altra volta il servo di Dio si trovava nell'eremo di Sant'Urbano tormentato da una gravissima malattia ...."

Greccio

Secondo la tradizione, S. Francesco fu l'inventore del presepio. A Greccio con poche statuine ed un po' di muschio rappresentò la natività di Gesu' e rese partecipe di questo evento la povera gente che, non conoscendo il latino, non poteva seguire la messa e comprendere la grandezza dell'evento.

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Isola Maggiore

Si narra che il 16 febbraio 1211 San Francesco fu traghettato da un barcaiolo in quest'isola al tempo deserta portando con sè solo due pani. Vi trascorse 42 giorni immerso nella preghiera e mangiando solo mezzo pane fino al giovedì santo 30 marzo, giorno in cui venne ripreso dal barcaiolo. Potete leggere Fonti Francescane -Fioretti cap VII "Come Santo Francesco fece una Quaresima in un'isola del Lago di perugia, dove digiunò quaranta dì e quaranta notti e non mangiò piu' che un mezzo pane).
Nel punto in cui Francesco sbarcò si trova una piccola cappella. Poco distante c'è un'altra cappella che ricorda il luogo in cui si costruì una capanna. Leggiamo dai Fioretti " E non essendovi nessuna abitazione nella quale si potesse riducere, entrò in una siepe molto folta, la quale molti pruni e arboscelli aveano acconcio a modo d'uno covacciolo ovvero d'una capannetta.."

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ITINERARIO PER BAMBINI 1

Città della Domenica
Mattina

La città della Domenica è un giardino zoologico ed un parco divertimenti situato sulla collina che domina Perugia.
I bambini saranno attratti dall vista ravvicinata di zebre, buoi watussi, dromedari, leoni, scimmie, fenicotteri, struzzi, alpaca e si divertiranno a passeggiare sotto gli ombrosi alberi secolari del parco ritrovandosi ora nel Villaggio dei Balocchi di Pinocchio, ora nel Castello della Bella Addormentata, con Cappuccetto Rosso nel bosco, oppure nella Casa di Pierino, ora nel Far West e nell'accampamento degli Indiani.
Potranno fare passeggiate a cavallo oppure andare sui motoscafi del laghetto.
C'è inoltre un rettilario con numerose specie di serpenti, anche rare, che possono essere osservate da vicino oltre a coccodrilli, squali, murene, tartarughe ed una ricca collezione di conchiglie di tutto il mondo.
Non aspettatevi però né Disneyland, né Gardaland, né Mirabilandia. La nostra Città della Domenica non offre quell'abbondanza di attrazioni mozzafiato che trovate nei piu' noti parchi divertimento.
Non è mai affollata e vi permette di rilassarvi mentre i vostri figli si divertono senza pericoli.
Nel parco ci sono delle zone attrezzate dove è possibile consumare il pranzo al sacco. Altrimenti ci sono ristoranti, bar e ristori vari


Lago Trasimeno
Pomeriggio

Proseguite per circa 10 km e raggiungerete il Lago Trasimeno.
Il Lago Trasimeno è il quarto per estensione fra i laghi italiani (128 kmq) ed ha una circonferenza di 45 km.
I bambini si divertiranno ad ascoltare la leggenda di Trasimeno, un giovane bello e coraggioso, figlio del dio Tirreno, che si innamorò della ninfa Agilla udendo la sua melodiosa voce provenire da un palazzo dell'isola Polvese. Trasimeno si gettò nel lago per raggiungere l'amata ma annegò. Allora Agilla pianse tantissimo da far aumentare il livello del lago. Dite ai bambini che, quando nelle sere d'estate il vento accarezza gli alberi e le acque del lago, si ode il lamento di Agilla che piange il suo Trasimeno.
Venendo da Perugia si incontra dapprima San Feliciano, successivamente Passignano, Castiglione del Lago e Tuoro sul Trasimeno.
Dalle ultime tre località è possibile imbarcarsi per l'Isola Maggiore. Voi potete farlo fin da subito a Passignano. Le corse sono frequenti ed impiegano circa 20 minuti ad andare e 20 a tornare. L'Isola Maggiore è abitata d'inverno da una ventina di persone e d'estate da molti vacanzieri stanziali o di passaggio.
C'è una bella spiaggia, due ristoranti dove è possibile assaggiare le specialità lacustri. L'artigianato tipico dell'isola è costituito dai merletti in pizzo d'Irlanda; la tecnica fu introdotta dalla marchesa Guglielmi, proprietaria del castello ora purtroppo ridotto in rovina, che aveva tra la sua servitu' del personale di origine irlandese.
Il giro dell'isola si fa a piedi in circa 30 minuti.
Sul lago si possono praticare numerosi sports acquatici come la vela e la pesca sportiva.
Questo lago è considerato il piu' pescoso della penisola anche se negli ultimi anni sono diminuiti i canneti e gli habitat favorevoli alla fauna ittica. La fauna ittica è costituita da lucci, tinche, carpe, reine, persico sole, persico reale, anguilla, cefalo, carassio, pesce gatto, alborelle, i tipici latterini, le scardole.
Al ritorno fate una tappa a San Feliciano per visitare il Museo della Pesca dove sono in mostra oggetti della vita e del lavoro dei pescatori.
Dalle colline intorno al lago provengono degli ottimi vini e dell'ottimo olio, per cui vi consigliamo di trovare il tempo per una degustazione.

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ITINERARIO PER BAMBINI 2

Cascata delle Marmore
Mattina

Durante il viaggio che vi conduce alla Cascata delle Marmore che durerà circa 45 minuti raccontate ai vostri bambini la leggenda di Velino che ama Nerina.
Velino per punire la sua amata che non ricambia il suo amore le fa il malocchio e la trasforma in un fiume: il Nera. Poi, pentitosi della sua azione, comincia a piangere... piange, piange così tanto che dai suoi occhi nasce un fiume:il Velino . Ma le sue lacrime non cancellano il rimorso ed il giovane decide di buttarsi nel vuoto seguendo il corso del suo pianto.. E così Velino si ricongiunge alla sua Nerina.
Ai vostri bambini piu' grandi invece spiegate che in epoca romana il console Curio Dentato volle bonificare la zona paludosa del lago Velino aprendo un canale e convogliando artificialmente le acque del Velino in quelle del Nera.
Così nacque la Cascata delle Marmore. E' la piu' alta d'Italia (165 m.). La forza della caduta dell'acqua è sfruttata per la produzione di elettricità per cui il rilascio del'acqua si ha in orari stabiliti diversi a seconda della stagione e dei giorni.
E' consigliabile quindi informarsi prima di presentarsi sul posto e rimanere delusi per il mancato spettacolo (tel. 0744-62982).

Fonti del Clitunno
Pomeriggio

Sulla strada del rientro potete fare una sosta alle Fonti del Clitunno, in località Campello , un laghetto da cui nasce il fiume Clitunnno e sulle cui rive crescono pioppi, salici e rare specie arboree. Sul posto è possibile praticare la pesca sportiva della trota e nei ristorantini gustare la trota salmonata ed i gamberi di fiume.
La bellezza delle Fonti del Clitunno è stata sottolineata da pittori e poeti di tutte le epoche (Plinio, Virgilio, Byron, Carducci).

 

 

ITINERARIO PER BAMBINI 3

Geolab Sangemini
Mattina

 

A Sangemini, antico insediamento romano sulla via Flaminia, vicino Terni, ha sede il GEOLAB, uno spazio espositivo interattivo creato per far conoscere come è nato, come si è evoluto, come è fatto il pianeta Terra.
Potete ottenere ulteriori informazioni sul sito
www.sistemamuseo.it o, meglio ancora, su www.umbriaonline.it Si indossa un casco giallo da geo-speleologo e si accede alla visita delle 5 sale, una delle quali è dedicata all'Umbria. I ragazzi potranno scoprire come nascono le montagne, perché avvengono i terremoti, come si è formato il Mar Mediterraneo e toccare con le proprie mani fossili e rocce vulcaniche. Un’avventura divertente ed istruttiva che può essere abbinata alla visita della Cascata delle Marmore e della Foresta Fossile di Dunarobba.



La foresta fossile di Dunarobba
Pomeriggio

A breve distanza da Sangemini, nel comune di Avigliano Umbro, si sono conservate delle sequoie di circa 2 milioni e mezzo di anni fa. Si tratta di una cinquantina di tronchi che ora vengono protetti dalle intemperie per mezzo di tettoie. A circa 1 km dalla foresta fossile di trova il Centro di Paleontologia Vegetale dove dovrete recarvi per prenotare la visita guidata alla Foresta Fossile. Per ulteriori informazioni vi consigliamo di consultare il sito www.forestafossile.it

 

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L'olio

L'olio umbro, benché differente da zona a zona, ha un gusto aromatico e fruttato, un colore generalmente verde smeraldo con riflessi dorati, un profumo intenso ed è ricco di antiossidanti. Le nostre olive sono di piccole dimensioni e vengono raccolte a mano (brucatura) a partire dagli inizi di novembre quando non sono ancora giunte a maturazione completa e mantengono quindi intatte tutte le caratteristiche chimiche ed organolettiche. Vengono molite nei numerosi frantoi subito dopo la raccolta, facendo attenzione a non danneggiare, durante il trasporto e le varie operazioni,nemmeno un acino. La cultivar piu' pregiata è il moraiolo, una varietà dall'aspetto sofferente ma tenace che produce un olio ricco di polifenoli e con un basso valore di acidità. Tutto l'olio prodotto in Umbria si fregia, dal 1997, della Denominazione di Origine Protetta (DOP) accordata dalla UE. L'Umbria è la prima e, per il momento, l'unica regione italiana ad aver raggiunto questo traguardo. Si distinguono 5 fasce di produzione:
1. Colli Assisi-Spoleto che include la produzione della zona di Trevi, una collina fatta di terreni calcarei e rocciosi dalla quale si ricava un quantitativo notevole di olio oramai esportato in tutto il mondo , e la produzione dell'area in cui siamo ubicati noi.Questa è la zona piu' vasta e di maggior prestigio. Le varietà coltivate in questa zona sono il Moraiolo, il Leccino, il fFantoiano.
2. Colli Martani (Giano dell'Umbria e Todi) con le varietà di Poggiolo, San Felice, Vocio e Correggiolo.
3. Colli Amerini (Amelia e Narni) con le varietà di Nebbia e Raio
4. Colli del Trasimeno con le varietà di Bianchella Umbra, Dolce a gocia che dà origine ad un olio piu' delicatamente fruttato rispetto a quelli di collina e montagna
5. Colli Orvietani con la varietà di Fecciaro.
Al di là delle diverse cultivar e delle zone di produzione, l'olio umbro è tutto di ottima qualità grazie alle pregiate cultivar, al clima dolce, ventilato, non umido con temperature che raramente scendono sotto i 5°, la natura del terreno, le tecniche di raccolta, l'epoca di raccolta, le tecnologie per la trasformazione.

Il vino

L'Umbria ha anche ottimi vini anche se spesso offuscati da quelli piu' noti della vicina Toscana. La coltivazione della vite ha origine antichissime in questa regione collinare, assolata, dal clima mite.
Probabilmente l'unico vino di fama internazionale è il Torgiano rosso, che vanta la certificazione DOCG (denominazione di origine controllata e garantita), il massimo riconoscimento, prodotto da uve Sangiovese, Canaiolo, Trebbiano Toscano, Ciliegiolo e Montepulciano rosso.
Un altro vino di pregio è l'Orvieto Doc, un vino bianco ottenuto da uve di Trebbiano Toscano, Verdello, Grechetto e Canaiolo bianco.
Altri vini Doc sono Colli Altotiberini, Colli Amerini, Colli del Trasimeno, Colli Perugini, Colli Martani, Montefalco rosso e Sagrantino. Quest'ultimo ha avuto un grande lancio in questi ultimi anni ed a ragione perchè il Sagrantino, ottenuto da uve Sagrantino 100%, un vitigno tipicamente umbro che conferisce al vino quel caratteristico gusto di mora e corpo pieno, è un ottimo vino che ha anch'esso ottenuto la DOGC. C'è anche la variante Sagrantino passito, un nettare per il vostro palato.
Un cenno merita anche la Vernaccia di Cannara,un vino prodotto nella nostra zona da un vitigno autoctono chiamato Cornetta. Si ottiene un vino passito che si consuma principalmente a Pasqua in accompagnamento a torte al formaggio,torte con canditi, salumi.

I Prosciutti - gli insaccati - i formaggi - il tartufo

La zona di Norcia nella Valnerina è nota per la lavorazione delle carni di maiale dalle quali si ottengono prelibati attentati alla nostra linea.
Se fate una visita a Norcia vedrete delle botteghe artigiane , delle macellerie e salumerie piu' attraenti di una gioielleria o di una boutique di Via Montenapoleone e sentirete un profumo piu' inebriante di Chanel n. 5. Salsicce, salami,prosciutti, lonze, capocolli, ventresche, mazzafegati, coppe sono la rinomata produzione di Norcia che vanta anche degli ottimi formaggi di mucca e pecora e tartufo di vari tipi: il nero pregiato, lo scorzone estivo ed il profumatissimo bianco e, nella zona di Castelluccio, di deliziose lenticchie.
Ora sapete perchè i macellai che lavorano il maiale e i salumieri si chiamano "norcini".

La torta al testo

Nella nostra zona e nell'area che va da Assisi a Perugia, è diffusissima la torta al testo.
Anticamente il testo era una semplice pietra piatta di forma piu' o meno circolare. Successivamente è subentrato l'uso di un'amalgama di creta e marmo ed in tempi piu' recenti di ghisa o cemento. Il testo viene posto sul fuoco ,meglio se sulla brace ardente, ed una volta ben caldo serve a cuocere una grande piadina. La preparazione della torta al testo è semplice: farina, acqua, sale, un goccio d'olio. Noi aggiungiamo anche una bella manciata di parmigiano e pecorino ed un lievito. Ottenuto un impasto morbido viene spianato in forma circolare e messo a cuocere bucandolo con la forchetta. Noi facciamo questa torta quasi ogni giorno e la mangiamo in sostituzione del pane accompagnandola a piatti ricchi di sugo (carni all'arrabbiata o alla cacciatora) oppure, tagliata a spicchi, la farciamo con salsicce, verdure cotte, prosciutto, formaggi etc. Talvolta facciamo delle varianti con uvetta sultanina oppure con i "ciccioli" nel periodo in cui si uccide il maiale.

La pasta

L'arte di impastare farina, uova ed acqua è molto diffusa in Umbria e dà origine a delle paste tagliate in forma di tagliatelle piu' o meno larghe e piu' o meno ruvide, che a seconda del luogo e del condimento, prendono nome diversi e curiosi: nel Ternano troviamo le ciriole, a Cascia gli strascinati, nello Spoletino gli strangozzi o stringozzi, a Perugia ed Orvieto gli umbricelli, a Todi gli strozzapreti, a Gubbio i bigoli.

Le carni ed il pesce

In Umbria si consumano maggiormente carni di maiale, carne bovina di razza chianina, carni di agnello, pollame e selvaggina.
Queste carni vengono soprattutto cucinate, insaporite con erbe aromatiche, allo spiedo o alla griglia sui carboni ed in genere in maniera molto sobria.
Ad Assisi sono tipici i palombacci alla ghiotta, ad Orvieto e nel ternano la selvaggina di piuma (quaglie, starne, tortore) cotta incorporata all'interno della pasta di pane.
Largamente diffusa la lepre in salmì cotta con vino, capperi ed alici ed il cinghiale alla cacciatora cotto con vino ed erbe aromatiche.
I piatti di pesce utilizzano pesce proveniente dai laghi Trasimeno e di Piediluco, dai fiumi Nera e Velino e dai torrenti. La Regina in porchetta è una carpa cucinata al forno con lo stesso procedimento della porchetta, il Tegamaccio è un brodetto di pesce del Trasimeno aromatizzato con cipolla,prezzemolo, pomodoro.

La porchetta

Tipica di tutta l'Italia centrale, la porchetta è di origine umbra. Il suino, di pezzatura piccola o media, viene cotto allo spiedo nel forno a legna,imbottito di fegto, cuore, polmone, sminuzzati con pepe, aglio, sale, finocchio selvatico ed altri "odori" per lunghissime ore fino a doratura della cotica esterna. La porchetta di Costano, vicino ad Assisi, è quella piu' rinomata. In tutta la regione è frequente trovare lungo le strade e nelle piazze dei paesi venditori ambulanti di porchetta che preparano panini.

I vegetali

Tra i vari prodotti della terra ricordiamo: i broccoletti del lago, la fagiolina del lago, la cipolla di Cannara, il fagiolo di Cave, il farro di Monteleone, la patata rossa di Colfiorito, il sedano nero di Trevi, lo zafferano di Cascia in modo che possiati gustarli nei ristoranti o nelle sagre dedicate.

 

 






I dolci

Ricca è la varietà dei dolci umbri, alcuni dei quali di antichissima storia.
Il torcolo di San Costanzo è il dolce tipico di Perugia, creato in onore di San Costanzo, patrono della città, condannato alla decapitazione, la cui festa si celebra il 29 gennaio.
La tradizione vuole che il giorno della festa del Santo le ragazze in età da marito vadano nella chiesa a lui dedicata. Se il Santo strizza l'occhio, si sposeranno entro l'anno.
Il dolce è fatto con la pasta del pane alla quale si aggiungono olio, burro, canditi, anice, uvetta ed ha una forma a ciambella con il buco al centro che potrebbe significare il collo decapitato di San Costanzo, oppure la collana del Santo ricca di pietre preziose (i canditi) che si è sfilata al momento della decapitazione. Oppure si pensa che il buco sia stato fatto piu' semplicemente per infilare il dolce ai bastoni e portarlo alle fiere ed ai mercati.
La ciaramicola è anch'esso un dolce perugino, tipico della Pasqua, ricoperto da una glassa candida fatta di albumi montati a neve cosparsa da confettini multicolre. L'impasto è di colore rosa per l'aggiunta dell'alchermes. Veramente un dolce allegro e primaverile!
La ciaramicola è il simbolo di Perugia: il rigonfiamento centrale rappresenta la Fontana Maggiore con le cinque porte, il rosso ed il bianco sono i colori della città, i confettini di colore giallo rappresentano il grano delle colline, quelli verdi i pascoli delle montagne e quelli azzurre le acque del Lago Trasimeno.
Il torciglione, torta di pasta di mandorle a forma di serpente, tipica dei paesi vicini al lago e del periodo natalizio, dovrebbe ricordare l'anguilla il cui consumo è tradizionale alla vigilia di Natale. Altri riconducono l'origine di questo dolce ai riti pagani dell'adorazione degli animali: il serpente è adorato come simbolo di vita e vigore per la proprietà che possiede di mutare la pelle ritrovando così l'aspetto della giovinezza.
Nella zona di Terni a Natale si fa il panpepato ed a Perugia ed Assisi la rocciata, mentre a Carnevale ovunque vengono fatti gli strufoli, frittelle cosparse di miele ed alchermes.
Non dimentichiamo infine che a Perugia è antica la tradizione della produzione del cioccolato al quale è stata dedicata una bellissima festa: Eurochocolate che si svolge nel mese di Ottobre.

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